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Leggi tuttoPiano di Apprendimento Individualizzato
In allegato il Piano di Apprendimento Individualizzato da compilare in occasione degli scrutini finali
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Contratto Integrativo di Istituto per l'a.s. 2019-2020 con relative specificazioni e verbale di stipula definitiva
Leggi tuttoSoffiano forte venti di intolleranza
Venti di guerra, scintille di razzismo,lampi di terrore, fuochi di intolleranza attraversano il nostro cielo rendendolo cupo minaccioso. Sembra quasi che l’alba si stia definitivamente allontanando. Ritornano a risuonare parole che sembravano chiuse nei libri di storia, nei manuali di filosofia… razza, etnia, guerra civile, epurazione, cacciata, intolleranza,
integralismo, oscurantismo, terrorismo, caccia all’uomo, al diverso all’uguale, allo straniero, al vicino uguale e diverso. Caccia a quello di sempre e a quello che torna a far paura. Venti di paura che spingono a chiudere le porte, a sbarrare le finestre. A dimenticare le antiche battaglie per la libertà, per le libertà nelle quali dal 1700, dalla Rivoluzione francese, dalla conquista delle Costituzioni democratiche per le quali abbiamo sacrificato vite, esistenze, pagine piene di parole e di sogni.
Oggi sembra in gioco questa nostra conquistata libertà, libertà di fede religiosa, di linea politica, di pensiero e d’espressione.
Oggi quindi noi scuola, noi docenti, noi comunità, dobbiamo trovare la fermezza e il coraggio di non tradire noi stessi e i valori che difendiamo e in cui ci riconosciamo e per farlo possiamo fare nostre, condividere e diffondere le parole della Preghiera a Dio scritta da Voltaire nel 1763 e pubblicata nel Trattato sulla tolleranza.
Sono trascorsi più di due secoli ma sembra che solo ieri il filosofo abbia riposto la penna dopo aver scritto queste preziose parole.
Preghiera a Dio – Voltaire dal “Trattato sulla tolleranza”
Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell’immensità e impercettibili al resto dell’universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato,a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura.
Fà sì che questi errori non generino la nostra sventura.
Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda;
fa che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera.
Fa sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole,tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate,tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te,insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati “uomini” non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione.
Fa in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole;che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera;che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo.
Fà che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo,e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano “grandezza” e “ricchezza”,e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c’è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!
Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime,come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell’attività pacifica!
Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace,ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse,dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.
a cura della prof.ssa Mariangela Calvi








