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Storia
La storia dell'ITIS

Gli Anni 1958-69
La storia dell'ITIS inizia nel 1957 con l'insediarsi dell'Amministrazione Marano, che vedeva nella giunta il professor Francesco Suriano, vicesindaco, e il professor Salvatore Saccotelli, assessore alla Pubblica Istruzione.
Quegli anni furono di grande fermento per la scuola andriese che vide la diffusione sul territorio di diversi tipi di istituti. Nell'ottobre del 1958, grazie alla collaborazione tra l'amministrazione comunale ed il preside dell'ITIS "Marconi" di Bari, professor Agnelli, fu inaugurato ad Andria l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato come sede staccata dell'ITIS di Bari, con sede provvisoria nei locali ex Don Riccardo Lotti.
Questa nuova realtà nasceva anche in seguito alla sollecitazione delle categorie artigianali alle quali iniziava ad apparire necessaria una formazione tecnico-professionale dei giovani che avvenisse in modo sistematico e qualificante in ambiente scolastico.
Sempre nell'ottobre 1958 il preside Agnelli denunziò il caso di un paese limitrofo che, pur avendo avuto l'autorizzazione ad aprire un istituto industriale, si era fatto sfuggire l'importante opportunità a causa del mancato reperimento di idonei locali. Il Provveditorato di Bari ne sarebbe stato informato e il Ministero avrebbe proceduto con la revoca dell'autorizzazione. Il Nord barese si preparava così a perdere l'occasione di offrire ai suoi studenti una scuola che sembrava rispondere alle nuove esigenze economiche del territorio. L'Amministrazione andriese, tramite l'assessore Saccotelli, offrì la disponibilità ad ospitare il nuovo istituto. A tal fine il preside Agnelli si impegnò, se fossero stati individuati locali idonei allo scopo, a rendere operativo l'istituto il 7 gennaio del 1959: era nato l'Istituto Tecnico Industriale di Andria.
Trovare gli alunni non sarebbe stato difficile: gli unici ITIS pugliesi, in quegli anni, erano l'Itis di Foggia e il Marconi a Bari ed era proprio su Bari che confluivano gli studenti di Andria e dei paesi limitrofi con enormi difficoltà per la frequenza data anche la difficoltà nei collegamenti. La nuova sede aveva già un ristretto ma significativo numero di alunni, trasferitisi da Bari, su cui contare.
Già nell'Anno Scolastico 1959/60, l'Istituto ottenne l'autonomia grazie al numero di iscrizioni più che raddoppiato rispetto all'anno precedente.
Dopo la prima sistemazione di fortuna, nel 1960 l'amministrazione Marano fece partire la costruzione di una nuova ala dell'edificio della Scuola Media "Vittorio Emanuele III" al fine di ospitare in modo più adeguato il nuovo complesso scolastico. Anche questa scuola, come già l'Istituto Professionale, nei primissimi anni dipendeva, per gli aspetti didattici, dalla presidenza dell'ITIS di Bari; per gli aspetti amministrativi il suo primo commissario fu il Sen. Onofrio Jannuzzi. Fu proprio il Senatore che, alla fine degli anni '60, ottenne dalla Provincia l'acquisto del suolo su cui sarebbe stata edificata l'attuale sede che nel frattempo si era resa indispensabile visto il continuo aumento di iscritti registrato dall'ITIS. Per far fronte al numero crescente di iscrizioni si faceva ricorso a "sedi staccate" in locali più o meno di fortuna dislocati sul territorio.
Ben presto la scuola divenne punto di riferimento per tutto il Nord Barese e quindi fu istituito un servizio interno di pullman che prelevavano gli alunni provenienti dai paesi non serviti da autobus di linea. Nel frattempo l'Istituto si apriva alla realtà economica locale organizzando, ad esempio, in collaborazione con la Confedilizia di Bari, corsi per la formazione di muratori.
Nell'Anno Scolastico 1960/61 iniziò il funzionamento di una classe del triennio per la specializzazione di Radiotecnica, corrispondente alla futura Telecomunicazioni.
La presidenza, dopo l'incarico provvisorio affidato al preside Agnelli, passò nel 1961/62 all'ing. Prof. Vito Spagnoletti, insegnante di elettronica al Marconi di Bari.
L'Anno Scolastico 1962/63 fu l'inizio del lungo periodo che vide alla presidenza il prof. Antonio Mari.
Nel 1962/63 l'Istituto ottenne la seconda specializzazione, Meccanica, e 12 dei primi 22 iscritti conseguirono il diploma di maturità.
Per rispondere alle esigenze di una popolazione scolastica che comprendeva studenti provenienti da Trani, Bisceglie, Molfetta, Canosa, Minervino, Barletta, Margherita di Savoia, San Ferdinando, Trinitapoli, Cerignola, Lavello, Montemilone, Corato, Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Bari, Giovinazzo, furono acquistati, dalla Marozzi, nel 1963, due pullman usati che furono in seguito sostituiti con due 306 FIAT nuovi. Negli anni immediatamente successivi furono istituite le sezioni staccate di Barletta e di Molfetta. Anche in queste nuove realtà si partì con i corsi di Biennio; solo nell'Anno Scolastico 1968/69 a Barletta fu avviato il triennio con la specializzazione di Elettronica cui seguì, nell A.S. 1971/72, l'istituzione della specializzazione di Elettrotecnica a Molfetta. Il preside Mari era solito dire che nel 1968 la scuola era disseminata fra ben 16 plessi "distinti e distanti" e ciò creava numerosi problemi sia nell'ambito didattico che in quello amministrativo.
A reggere le sorti delle scuole tecniche in quegli anni di boom economico e di speranza di industrializzazione per il nostro Sud, erano i "Consigli di Amministrazione", organismi composti da personalità di spicco della società civile e della politica che affiancavano, spesso limitandosi ad atti puramente formali, ma pur sempre comportanti una certa responsabilità, l'azione dei presidi. Alla fine degli anni '60 fu Presidente del Consiglio di Amministrazione il Senatore Onofrio Jannuzzi che contribuì notevolmente all'affermarsi della nostra scuola sia quantitativamente che, soprattutto, qualitativamente.
Intanto nel 1967 si avviava la costruzione della nuova sede in viale Gramsci, sede che fu terminata sul finire del 1969.

Gli Anni 1969-79
All'inizio del 1970, il 16 febbraio, la nuova sede veniva inaugurata con una cerimonia che, grazie  alla  presenza delle più importanti cariche politiche, civili e religiose, sottolineò l'importanza per tutto il comprensorio del  Nord-Barese di potere usufruire di una scuola all'avanguardia per strutture e attrezzature e fortemente connessa  con il mondo del lavoro.
La cerimonia fu presenziata dall'onorevole Aldo Moro allora ministro degli Esteri.
L'iter di costruzione fu lungo e pieno di ostacoli di natura burocratica: l'amministrazione comunale e l'amministrazione provinciale di Bari, dopo un lungo periodo di indecisioni, individuarono il sito posto in periferia ma vicino a importanti nodi stradali e ferroviari. La nuova sede poteva contare su 10.000 mq di superficie, 35 aule normali e speciali, 34 ambienti tra laboratori, officine e impianti relativi alle due specializzazioni, uffici, palestra, aula magna con impianto televisivo a circuito chiuso. Il Senatore Onofrio Jannuzzi, che tanto si era prodigato per il nostro istituto, era improvvisamente venuto a mancare nel maggio del 1969 e non poté vedere realizzata la sua opera.
Con apposito decreto ministeriale la scuola gli venne intestata: I.T.I.S. "Senator Onofrio Jannuzzi".
In seguito, nel 1978, in occasione del ventennale, gli venne dedicata l'iscrizione ancora oggi leggibile nell'atrio d'accesso ovest del piano terra e un busto in bronzo.
Al Senatore Jannuzzi, quale presidente del Consiglio di amministrazione, successero l'avvocato Francesco Fuzio e l'avvocato D'Oria.
A partire dal 1974, con l'approvazione dei Decreti Delegati, il Consiglio di Amministrazione fu sostituito dal Consiglio di Istituto.
Sebbene nel 1972/73 e nel 1974/75 rispettivamente, le sedi di Barletta e di Molfetta ottenessero la loro autonomia, le dimensioni dell'I.T.I.S. di Andria restarono considerevoli con una popolazione scolastica oscillante fra i 700 e gli 800 alunni e un numero di addetti, fra docenti, personale amministrativo, aiutanti tecnici ed ausiliari superiore alla 150 untà.

Gli Anni 1979-2000
Aderendo e rispondendo ai continui mutamenti culturali ed economici che provenivano dalla società e dal mondo del lavoro in particolare e che in quegli anni facevano intravedere un'espansione di settori lavorativi legati al terziario avanzato, l'I.T.I.S. chiese ed ottenne l'istituzione della specializzazione d'Informatica che diventò operativa a partire dall'A.S. 1982/83; importante fu anche l'adesione, a partire del settembre del 1986, al Progetto Ergon, sperimentazione volta ad introdurre modifiche nelle strutture e nei curricoli didattici.
Nell'A.S. 1989/90, per raggiunti limiti di età, il preside Mari lasciò la presidenza. Nell'A.S. 1990/91 è preside dell'ITIS l'ingegner Giuseppe Grana.
Lo stesso anno l'Istituto annetteva l'I.T.I.S. di Spinazzola che come specializzazione aveva Elettrotecnica. Dopo soli due anni il Preside Grana ottenne il trasferimento in una sede più vicina al napoletano, sua zona di origine. L'anno successivo la presidenza dell'I.T.I.S. passò all'ingegner Michele Roberti, futuro preside dell'I.T.I.S. "Panetti" di Bari.
Siamo ormai all'A.S. 1993/94 quando assume la presidenza l'ingegner Giuseppe Valente, l'attuale Dirigente Scolastico dell'ITIS.
Degli anni '90 sono l'adesione al Piano Nazionale per l'Informatica, la sperimentazione Abacus, la conclusione del progetto Ergon i cui programmi sono ormai divenuti curricolari. A partire dall'A.S. 1994/95 nuovi cambiamenti hanno investito gli Istituti Tecnici Industriali.
La "vecchia" specializzazione di Telecomunicazioni si è rinnovata al suo interno con una revisione dei curricoli e delle discipline ed ha assunto la nuova denominazione di Elettronica e Telecomunicazioni.
Nel biennio successivo all'anno scolastico 1995/96 è stato introdotto lo studio del Diritto e la Chimica è una disciplina che si affronta già dal primo anno; c'è stata la revisione dei programmi di Geografia, disciplina ora affidata al docente di Lettere, ed è stato istituito l'insegnamento di Scienze della Terra nel primo anno e di Biologia nel secondo. Contemporaneamente è scomparso il vecchio insegnamento di Aggiustaggio e si è avuta la revisione dei programmi di Disegno Tecnico.
Dall'Anno Scolastico 1994/95 è stata inserita l' Area di Progetto come attività qualificante sin dal biennio. Essa è volta a rendere consapevole l'alunno della trasformazione del sapere in "saper fare" mediante l'elaborazione di progetti trasversali alle discipline che si concludano con realizzazioni concrete come mostre, prototipi, ipertesti.
A partire dalla metà degli anni novanta sono state avviate numerose attività di Formazione Post-Diploma, finanziate con fondi nazionali e comunitari, che hanno consentito alla scuola di instaurare significativi rapporti di collaborazione con il consorzio Tecnopolis CSATA di Valenzano, con associazioni di categoria, con consulenti aziendali e con numerosi imprenditori locali.
Negli stessi anni è stato avviato un complesso piano di rinnovo delle dotazioni, ormai obsolete, dei laboratori e dei reparti dei trienni. Sono stati allestiti nuovi laboratori di Tecnologia e Disegno per il biennio, di Telecomunicazioni, di Disegno e Progettazione Assistita da Computer (CAD), di simulazione di processi produttivi.
Nell'ambito del progetto 1B del Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (PSTD), è stato realizzato un laboratorio multimediale.
Si è proceduto al completo rinnovo del laboratorio di Misure Elettriche ed Elettroniche, del laboratorio di Tecnologia elettronica, Disegno e Progettazione (TDP), nonché all'adeguamento alla normativa antinfortunistica delle macchine utensili in dotazione ai due reparti di meccanica.
Nel corrente anno scolastico, nell'ambito del progetto di realizzazione di un Centro Risorse Territoriali per la lotta alla dispersione, sono in fase di allestimento un laboratorio linguistico multimediale, un laboratorio di produzione multimediale, un laboratorio di analisi ambientali, con annessa stazione meteorologica, un laboratorio per l'analisi della qualità dell'olio, un laboratorio di servizi per l'industria, un impianto pilota per l'imbottigliamento dell'olio, un laboratorio di simulazione di agenzia turistica, uno Sportello di Orientamento, impianti sportivi polivalenti.
Anche l'edificio scolastico, realizzato alla fine degli anni sessanta, è stato ed è tuttora oggetto di significativi interventi di restauro e di recupero: rifacimento dei cornicioni, pitturazioni esterne ed interne, sostituzione degli infissi esterni, rifacimento degli impianti elettrici con relativo adeguamento alla normativa vigente in materia di sicurezza.